Antonio Ferrara, spacciatore di parole

“Raga, come state?”

“BENE!

“Ma che bello! Ancora uno! Vai!”

“BENE!

“Ma che bello! Di questi tempi! Ma siete matti? Non sapete che c’è la pandemia e c’è la guerra e forse il terremoto?”

“Il terremoto? DOVE?”
“Sì. Stanotte. In Bosnia. Ma si è riverberato su tutta  la costa adriatica italiana…. Quindi stiamo aspettando l’invasione delle cavallette e poi abbiamo quasi  finito. Eppure voi dite che state…..

“BENE!”
“Più forteeee!”
“BEEEEENEEEEE!”

 

Sabato 23 febbraio, Giornata mondiale del Libro, si è conclusa, con una giornata speciale insieme allo scrittore Antonio Ferrara, la XXII edizione di /bao’bab/ Invito alla lettura, l‘iniziativa di promozione alla lettura e alla scrittura creativa promossa dal comune di Reggio Emilia, dalla Biblioteca Panizzi, dalla Biblioteca San Pellegrino Marco Gerra, in collaborazione con la facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università di Modena e Reggio Emilia e l’emittente televisiva locale Telereggio. 

L’autore ha tenuto tre incontri.

Due in mattinata: prima con una classe seconda della scuola media Don Pasquino Borghi e poi con altre quattro classi delle scuole medie, – o secondarie di primo grado, come si dice oggi – una classe della la media Dalla Chiesa, una della media Aosta e due della media Manzoni di Reggio Emilia. E, nel pomeriggio, alle 15, in un incontro più intimo, alla Biblioteca San Pellegrino Marco Gerra, con un giovane Gruppo di lettura nato grazie all’attento lavoro di promozione della lettura dell’associazione culturale Galline  volanti.

 

 

Antonio Ferrara non ha studiato recitazione, ma è nato a Napoli.

E si sente.

Anzi, si vede.

Anche se da tempo vive a Novara, dove ha lavorato per sette anni come educatore in una comunità alloggi con ragazzi in forte disagio familiare e sociale alle spalle.

E anche questo si vede.

E si sente.

In tutti i suoi libri.

Ma lo spettacolo –  sì, proprio lo spettacolo, – di ascoltarlo e di vederlo alle prese con i ragazzi e le ragazze è assolutamente unico.

Un vero one-man-show con un libro in mano .

O un microfono.

 

 

 

Racconta di una ragazzina che si stupisce della meraviglia di vedere e ascoltare e conoscere uno scrittore vivo.

E del perché è importante che in Italia vi siano questi magici incontri tra studenti delle scuole e scrittori e illustratori di libri per ragazzi.

E ricorda, anche, che oltre ad essere scrittore, è anche illustratore.

“Chi ti ha insegnato a scrivere libri?”

“La prof di matematica mi ha fatto venire la passione perché ogni volta che mi chiamava alla lavagna mi chiamava Sporco Vermiciattolo Inutile….. Così ho iniziato a trovarmi meglio con le altre materie, in particolare lingua italiana… Ma ho iniziato tardi a scrivere. A quarant’anni”.

“Però ha scritto moltissimi libri”

“Ebbene sì”.

“Tantissimi”.

“Anche libri scabrosi.

“Tipo?”
“Tipo Ventiquattromilabaci.... Un silent book….  Un libro Leporello. Sapete cosa vuol dire?  A fisarmonica. Ma silent book…. Sapete cosa vuol dire? Chi me lo vuole dire?”

“Io! IO!”

“Tu. Dillo tu!”

“Libro silenzioso”.

“Cioè?”
“Senza parole”.

“Esatto”.

Ventiquattromilabaci perchè?
Perché tutti si baciano.

Un ragazzo bianco con una ragazza di colore.

Due ragazze.

Una balena con un pesce rosso.

Eccetera…

Sembra un libro per bambini.

Ma non lo è.

Assomiglia piuttosto a un vero inno al libero amore, ma senza dirlo….

 

 

Un silent book è utilissimo anche quando in una seconda media di Rivalta si incontra….

Un ragazzino ucraino ….

Uno dei sedicimila bambini e ragazzi …

In maggioranza tra i cinque e i dodici anni….

Che nelle ultime settimane sono entrati nelle classi italiane….

Senza conoscere la nostra lingua….

Anche nella scuole della nostra città e provincia.

Va a finire che il ragazzo ucraino fa un ritratto allo scrittore.

E glielo regala.

Grande Nick!

 

 

Terminato l’incontro di un’ora di  Rivalta, si corre alla Sala del Circolo Bismantova…

Oltre a scrivere libri amatissimi dai ragazzi e a presentarli in incontri pubblici, da tempo Ferrara tiene anche  laboratori creativi legati al legame tra parole ed emozioni, aperti ad adulti, ai ragazzi, o a genitori e figli insieme, – presso scuole, biblioteche, librerie, associazioni culturali e case circondariali.

Non a caso parla della lettura dei libri anche come educazione all’affettività...

 

 

 

 

In ogni incontro sono tante le domande dei ragazzi e delle ragazze sui suoi libri!

E Antonio Ferrara, che si fa chiamare dagli amici Nino – dagli amici, cioè quasi da tutti, – riprende a parlare come un fiume in piena…

Quanta voglia da parte dell’autore di incontrare ragazze e ragazzi dal vivo, dopo questi duri anni di Covid!

E quanta allegria e interesse da parte di ragazze e ragazze di uscire dalla scuola dentro un computer, che poi non è scuola, per tornare finalmente finalmente finalmente ad una scuola live e conoscere uno scrittore come Nino!

La specialità di Ferrara?
Parlare con i suoi libri ai ragazzi di argomenti importanti e profondi e difficili – dalla droga alla criminalità organizzata, alla violenza dentro e fuori dalla famiglia, alla guerra, al bullismo, – con parole semplici.

E negli incontri coi ragazzi, alternando allegria, ironia e profondità….

Uno dei suoi libri più letti si intitola Pusher....

Spacciatore….

Parla di un ragazzino di Napoli che fa lo spacciatore…

Un libro per ragazzi dai 12 anni in su….

 

 

 

 

“Quale è il tuo libro preferito? Tra quelli che hai scritto?”

“Ero cattivo ha vinto il premio Andersen 2012 per la categoria ragazzi sopra i 15 anni . E’ il mio libro preferito. Insieme a Pusher“.

Ecco, quando accade una cosa del genere, più unica che rara, vuol dire che l’incontro tra lo scrittore e i ragazzi e le ragazze sta andando alla grande.

Alla Sala del Circolo Bismantova,  dove si è tenuto il secondo incontro della mattinata, quello con le classi delle scuole medie Dalla Chiesa, Ariosto e Manzoni.

Molti degli oltre cento studenti, dopo averlo ascoltato alcuni minuti, hanno iniziato a filmarlo mentre parlava con i loro telefonini e a postarsi tra loro video o frasi che Ferrara pronunciava.

Ecco, quando accade una cosa del genere, più unica che rara, vuol dire che l’incontro tra lo scrittore e i ragazzi e le ragazze sta andando alla grande.

Anzi, alla grandissima.

“Siamo vicini al 25 Aprile?”

Ottimo.

C’è tempo anche per parlare anche del libro che Ferrara ha dedicato alle grandi imprese racconta le imprese del partigiano e ciclista Gino Bartali….

Ma non quelle ciclistiche e basta…

Quelle in cui salva dai campi di concentramento centinaia di persone…

 

 

 

Grazie Nino!

“E’ vero che c’è fa un  incontro anche questo pomeriggio?”

 

“Sì. Alle 15”.

“Chi?”
“lo scrittore. Torniamo a riascoltarlo?”.

“Mmmhh…”

“Io torno! Vieni con me? Io ci vado”.

“Va bene. Anche io”.

E così capita di ritrovare alcune ragazze che alla mattina hanno incontrato lo scrittore alla mattina con la scuola anche alle 15 di un sabato pomeriggio di fine Aprile…

Per ascoltarlo e fargli altre domande sui suoi libri che si è appena finito di leggere.

Anche nell’incontro pomeridiano in biblioteca, a cui hanno partecipato adulti e ragazzi del Club di lettura Lettori contromano, “lettori forti” e preparatissimi,  coltivati meticolosamente dall’associazione Galline volanti, lo scrittore Antonio Ferrara non si è risparmiato.

Una bellissima giornata.

Una giornata bellissima per concludere proprio il 23 Aprile,  Giornata Mondiale del Libro, la XXII edizione di /bao’bab/ Invito alla lettura.

Grazie Nino!

 

 

 

 

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