A distanza, ma insieme: Matteo Razzini

Il collegamento si apre.

La prima immagine che i bambini con la mascherina vedono è un uomo mugolante con la mascherina: lo scrittore Matteo Razzini.

Non riesce a parlare.

Si toglie la mascherina e sotto ce ne è un’altra identica.

Di nuovo non riesce a parlare.

Si toglie anche questa mascherina, e sotto ce ne è un altra.

I bambini iniziano a ridere, a sorridere.

Dopo essersi tolto tre o quattro mascherine finalmente non ce né un’altra sotto, ma non è ancora finita: la bocca è tenuta chiusa da un pezzo di nastro adesivo marrone, quello che si tiene per i pacchi.

Se lo strappa dalla bocca.

Esclama: “Evviva! Finalmente posso parlare! E voi potete ascoltarmi! Vi vedo! Allora costruiscono ancora bambini veri! Che emozione! Che felicità!”

Basterebbe questa prima scena del primo incontro a distanza per raccontare con divertimento e poesia, riassunto in un gioco che fa sorridere, la situazione che bambini e ragazzi lo scorso anno e quest’anno devono sopportare.

 

          

 

Così si è aperta la nuova stagione di /bao’bab/casa italiana della letteratura dei ragazzi e, in particolare, della rassegna Invito alla lettura, venerdì 29 Gennaio, col poliedrico Matteo Razzini. Nonostante le zone gialle, rosse o arancioni della pandemia….

Ce l’abbiamo fatta!

Anche quest’anno!

Il progetto /bao’bab/ non si ferma!

 

 

 

 

Gli incontri con gli autori sono regolati scrupolosamente dalla normativa riguardante le scuole e dalla decisione delle presidi delle scuole: in presenza, con un autore che entra in una sola classe; oppure a distanza.

 

 

 

Matteo Razzini , tra gli autori quest’anno più richiesti dalle scuole reggiane,  – non a caso dedicherà alle classi reggiane due

intere giornate, mattina e pomeriggio, un po’ a distane e un po’ in presenza.

 

 

L’incontro prosegue con letture scherzose, giochi di parole, generosi racconti e aneddoti sulla propria vita, veri o falsi, comunque d’autore.

Poi arrivano le domande dei bambini….
Alcune se le sono preparate precedentemente, i bambini.

Magari leggendo un libro di Razzini: domande sulle storie narrate dall’autore nei suoi libri.

Altre sono inventate sul momento, legate a quello che i bambini hanno visto e fatto insieme allo scrittore.

“I miei genitori non avevano libri in casa. Non ero circondato dai libri. Però….”

“In tutte le storie, come nella vita di ognuno di noi, ci sono sempre due cose: la paura e il coraggio. Perché ? Perché tutti abbiamo paura. In ogni storia c’è un punto un po’ pauroso. Ma bisogna ricordare anche che noi abbiamo il coraggio per superare la paura…”

 

“Ci pensate, bambini, a come è bella questa cosa qui che oggi… Oggi siamo qui tutti insieme? Cosa c’è di più bello? Di èiù fantastico?”

Si osservano le copertine di alcuni libri dell’autore.

Finalmente Matteo legge una storia da uno dei suoi libri.

La classe riconosce la storia che le insegnanti e bambini hanno già letto in classe e su cui hanno già fatto discussioni insieme. O magari anche disegni. Lavori di gruppo. Testi scritti. Eccetera.

Ma adesso tutti seguono in silenzio.

Negli ultimi quindici minuti, prima della fine per fare entrare su zoom gli alunni e le insegnanti di un’altra classe, le domande dei bambini e delle bambine e le risposte di Matteo Razzini.

 

 

 

 

 

 

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