Paolo Di Paolo al Lunapark

Venerdì 7 Maggio lo scrittore romano Paolo Di Paolo è stato ospite della stagione 2020/2021 di /bao’bab/ per la rassegna Invito alla lettura.

Due gli incontri.

 

 

 

Il primo alla mattina, per incontrare i ragazzi di tre quinte elementari.

Il secondo al pomeriggio, alle 17,30, per una conferenza/conservazione insieme a docenti e genitori organizzata dal comune di Reggio Emilia, dalla Biblioteca Panizzi, dalla biblioteca San Pellegrino Marco Gerra, dal ProteoFareSapere regionale, dalla flc cgil di Reggio Emilia, Parma e Piacenza.

 

Paolo Di Paolo, uno degli scrittori più brillanti e prolifici dell’attuale narrativa italiana, è anche opinionista e collaboratore di quotidiani come La Repubblica e riviste com L’Espresso, ospite frequente di numerose trasmissioni televisive e presentatore e redattore, a sua volta, di una bellissima trasmissione su Radio 3 intitolata La lingua batte.

 

Ma naturalmente è autore anche di oltre venti libri.

Per lo più per adulti: di tipo narrativo, ma anche saggistico.

Ma negli ultimi anni anche per bambini e ragazzi per l’editore Bompiani.

Tre in particolare….

La mucca volante, con disegni dell’autore che accompagnano la narrazione.

Papà Gugol, che parla del rapporto tra ragazzi e nuove tecnologie.

E infine una riduzione per ragazzi della Divina Commedia di Dante Alighieri, di cui quest’anno ricorre l’importante e celebrato anniversario.

Le domande delle tre classi di studenti all’ultimo anno della scuola primaria hanno riguardato soprattutto La mucca volante – primo racconto immaginato ancora da ragazzino da Paolo, e poi scritto da adulto.

E naturalmente papà Gugol, forse il libro più atteso.

 

 

“Perchè hai deciso di scrivere questo libro?”

“Perché mi sono guadato attorno e ho visto che ormai tutti noi, adulti e bambini, quando non sappiamo qualcosa, digitiamo l’argomento di cui vogliamo avere notizie su Google… Allora…”

“Allora io ho immaginato che improvvisamente, per strani motivi, il signor Gugol decidesse di fare uno sciopero…. Cioè di non rispondere più alle domande che gli fanno tutti… Per immaginare cosa succerebbe… Come sarebbe il mondo…”

“Diverso..”

“Sì. Diverso. Ma diverso come?”

Altri studenti hanno chiesto perchè, nella copertina del libro, il nome Google fosse scritto in nome storpiato, cioè sbagliato.

Di Paolo ha spiegato i problemi legati all’utilizzo di un marchio mondiale in modo arbitrario, anche in una funzione narrativa, e delle leggi che lo regolano; ma anche della possibilità che questo stratagemma gli ha dato la possibilità di far diventare Gugol proprio un personaggio.

 

 

 

“Naturalmente, poi, nella storia, ho aggiunto anche altri personaggi. Come accade in ogni storia. Ma l’idea iniziale è stata quella.

A proposito de La mucca volante, invece, l’idea scatenante dell’autore è stata la visione, proprio mentre andava a scuola da ragazzino, di una mucca.

Ha spiegato anche perché non ha voluto fare le ali alla mucca.

I ragazzi, oltre a fargli domande, hanno proposto all’autore anche commenti e, in particolare, disegni delle loro speciali mucche volanti.

Paolo Di Paolo ha parlato ai ragazzi anche della bellezza ma anche dei pericoli legati all’utilizzo indiscriminato della rete e dei social, della necessità di un controllo da parte dei genitore.

Insomma, mettendo in guardia i ragazzi.

Ma senza esagerare.

L’argomento è stato poi approfondito in modo dettagliato nell’incontro iniziato alle 17,30 con oltre cento docenti e genitori collegati via web per ascoltare lo scrittore e giornalista.

Di Paolo ha iniziato il suo intervento mettendo in luce di come si tenda a criminalizzare o, comunque, criticare i giovani in ogni generazione, compresa la nostra.

 

 

E, soprattutto, oggi, di criticarli per un uso troppo disinvolto, smodato e spesso irresponsabile della rete.

“Questo, fanno la maggior parte di noi adulti”, ha detto l’autore. “Dimenticandosi però, spesso è volentieri, che noi stessi, come adulti, siamo completamente immersi nella rete, dipendenti dai nostri smarphome e dai nostri tablet….”

Insomma, dagli adulti, oltre a prediche, pochissimi esempi positivi.

A proposito di questo, un altro esempio dell’autore . numeroso in questi anni di numerose interviste, commenti e inchieste sull’uso dei ragazzi della rete, sia prima che dopo la Dad, – ha fatto notare come un social come Facebook, ormai da tempo, non sia più un social frequentato da ragazzi, ma da persone che hanno trenta, quaranta, cinquanta, sessanta e più anni.

E, proprio su facebook, si leggano cose molto peggiori di quelle che si leggono nei social frequentato abitualmente dai ragazzi: Istagram e compagnia bella.

Un discorso a parte ha poi riguardato Tok-Tok.

Di Paolo ha sottolineato più volte come, per entrare in rapporto con i ragazzi, da parte degli adulti, genitori e docenti, sia necessario conoscere questi social o, comunque, farsi raccontare dai ragazzi stessi cosa essi rappresentano per loro: come, insomma, occorra dare spazio alla loro narrazione, orale ma anche attraverso gli stessi social.

Un esempio illuminante rispetto ai pericoli della rete e alla necessità, più che di un controllo, di un accompagnamento nella realtà della rete, è stata quella in cui Di Paolo l’ha paragonata a un Lunapark.

“Voi lascereste vostro figlio da solo in un Lunapark?”

 

 

Ma naturalmente si è parlato anche di letteratura e nuova letteratura.

Italiano e non.

 

 

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