Solo così si può essere felici? / Laboratorio

Il giorno 27 novembre 2019 io e Sara abbiamo svolto una mattinata in biblioteca con i bambini della scuola primaria.

In questa giornata abbiamo svolto due laboratori di lettura: l’esperienza che vogliamo raccontare è quella che si è svolta dalle 11:00 alle 12:15 per una classe seconda, partendo dalla lettura interattiva del libro Ippolita, la bambina perfetta.

Il libro racconta di Ippolita, una bambina che, come tutte le altre, desidera trovare degli amici con cui giocare, ma ciò non è per lei affatto semplice, poiché è davvero molto esigente e selettiva.

Ippolita vuole essere la migliore in tutto quello che fa e, per buona parte del libro, si convince che per divertirsi è necessario trovare dei bambini simili a lei… ma è davvero solo così che si può essere felici?

Io e Sara abbiamo lavorato insieme, suddividendoci i compiti: entrambe abbiamo accolto i bambini, una di noi era addetta alla lettura del libro, l’altra invece si occupava di voltare pagina sullo schermo e della lettura dei pensieri di Ippolita, tutte e due ci siamo occupate del momento della conversazione e della restituzione, grazie anche all’aiuto della bibliotecaria presente.

Per accoglierli abbiamo proposto un’attività diversa da quella che avevamo in programma: facendo rotolare una palla morbida, abbiamo chiesto loro di dire il proprio nome, una materia che di loro gradimento e una che proprio non gli piace.

È stato un momento divertente in cui iniziare a dialogare, a parlare e ad ascoltarsi.

A questa presentazione si è aggiunta una piccola introduzione: ci siamo raccomandate di stare molto attenti, perché poi il loro aiuto sarebbe stato prezioso.

Entrambe abbiamo cercato di leggere ad alta voce, scandendo bene le parole, così da dar loro il tempo di comprendere

meglio.

Senza dubbio le pagine proiettate hanno reso l’attività molto coinvolgente.

Pagina dopo pagina si ripetono certe descrizioni come ad esempio: occhi tondi, capelli lisci e biondi, scarpe da tennis, e i bambini sono stati in grado di concludere le frasi che dicevo.

Man mano che la storia va avanti Ippolita incontra sempre meno bambini simili a lei, siamo poi arrivati al momento culminante della storia, quando Ippolita dal parco e dalla piazza passa poi ad un grattacielo e dopo essere salita tanti piani si ritrova sempre più sola, fino a che non arriva davanti ad una porta con su scritto “Club delle bambine alte e snelle, con le scarpe da tennis ai piedi, un orologio al polso destro, gli occhi tondi e verdi, gli occhiali, i capelli biondi e lisci e che

hanno tre unghie della mano sinistra pitturate di verde”.

Qui la storia si è interrotta.

Abbiamo cercato di fare alcune prima riflessioni sulla storia chiedendo “Com’è Ippolita?”

I  bambini avevano ben chiaro l’intera descrizione fisica ma non solo: avevano anche capito che lei voleva a tutti i costi trovare un amico identico a lei ed avevano anche chiaro che ciò non era possibile.

Dopo queste prime riflessioni l’attività è iniziata: i bambini dovevano inventarsi un finale della storia e di fare un disegno che lo raffigurasse.

Hanno dato spazio alla fantasia, concentrandosi per fare il più possibile un disegno che rispecchiasse quanto avevano scritto. Le soluzioni trovate dai bimbi sono state molto interessanti, la maggior parte dei bambini ha fantasticato su finali positivi raffiguranti Ippolita in compagnia di uno o più bambini, addirittura qualcuno ha inventato proprio un finale simile a quello del libro originale, rappresentando Ippolita in compagnia di coloro che aveva incontrato nelle prime pagine.

Alla fine del laboratorio sono stati presentati i vari finali e rispettivi disegni, solo alla fine di tutte le presentazioni abbiamo fatto vedere il finale del libro, uno dei tanti possibili.

La lettura di questo libro è stata occasione di riflettere sulla bellezza della diversità e su quanto questa possa essere arricchente: è un’opportunità poter vivere e condividere esperienze con tanti amici diversi da noi, ognuno con le sue caratteristiche e qualità.

 

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