Quello che ho da dirvi / Laboratorio

Mi sono recata presso la Biblioteca San Pellegrino del Comune di Reggio Emilia per partecipare come moderatrice nell’incontro con una classe terza di scuola media superiore ideata a partire dal testo Quello che ho da dirvi di Giuseppe Caliceti e Giulio Mozzi.

Questo libro raccoglie le riflessioni e i pensieri degli adolescenti nei confronti della vita e del periodo delicato che stanno vivendo: l’idea è nata dai due autori che hanno richiesto ai ragazzi di tutta Italia (tramite un articolo di giornale) di raccontare in una lettera la loro adolescenza.

Nelle centinaia di lettere giunte a destinazione, sono emersi numerosissimi punti di vista e sguardi sul mondo dei giovani e questo ha permesso agli autori di raccogliere i pensieri più significativi e di ordinarli in una sorta di enciclopedia, in ordine alfabetico delle emozioni dei ragazzi. Si passa da “Amore” a “Bulimia”, da “Trasformarsi” a“Rimproverare”, da “Famiglia” a “Sfogo”.

Grazie a questo testo si ha finalmente l’opportunità di capire e conoscere l’adolescenza e gli adolescenti dal loro proprio punto di vista, diverso da quello adulto a cui siamo abituati.

E il mio lavoro (insieme ad una collega) parte proprio da qui: dal voler rendere i ragazzi protagonisti.

La classe terza ci ha raggiunte in biblioteca, in cui l’abbiamo accolta e dove, dopo un primo momento di rottura del ghiaccio, attraverso un giro di nomi e un piccolo gioco di conoscenza, abbiamo iniziato l’attività, presentando loro il libro.

Il caso vuole che fosse presente anche Caliceti, uno degli autori, che ci ha aiutato a comprendere meglio la natura del libro, raccontandoci qualche aneddoto della fase di raccolta e selezione dei contenuti.

Dopo aver letto qualche pensiero estrapolato dal libro, abbiamo chiesto ai ragazzi di dividersi in gruppi da 4 persone per giocare a Caccia al titolo: ad ognuno abbiamo consegnato una scheda, sulla quale erano presenti varie voci presenti nel testo e diversi titoli. Gli studenti avevano il compito di leggerle e di tentare di indovinare il titolo giusto tra quelli proposti, ricordando che la parola- titolo era presente nella descrizione. Al termine del gioco, ogni gruppo ha riletto a tutti gli altri le voci e i titoli, ad ogni assegnazione corretta veniva dato un punto, per poi decretare il gruppo vincitore.

Durante la restituzione alcuni ragazzi hanno espresso il proprio pensiero riguardo le parole e le voci lette durante il gioco e sono emersi vissuti ed emozioni forti, condivise.

L’attività successiva ha permesso ai ragazzi di scegliere una voce dal testo e di esporre il proprio pensiero su di essa, ricordandosi di scrivere qualcosa che potesse poi essere letto ad alta voce a tutti.

Dopo esserci posti in cerchio, per aumentare la partecipazione e il coinvolgimento di tutti, abbiamo iniziato ad ascoltare la restituzione di ciò che gli studenti avevano scritto: è stato un momento di forte emozione e di grande impatto.

Non è semplice per i giovani di quell’età avere un momento di sfogo e di possibilità di esprimere ciò che sentono, ad adulti e coetanei: ed è proprio“sfogo” la parola che è stata maggiormente scelta da loro per rappresentare ed intitolare i propri pensieri.

Sono emerse moltissime riflessioni riguardo il rapporto con la famiglia ed i genitori, spesso un punto dolente dell’età adolescenziale.

Le voci create dai ragazzi sono state poi raccolte e consegnate agli insegnanti per poter creare a scuola un dizionario delle emozioni di classe.

“Quello che ho da dirvi”: un laboratorio di emozioni e di protagonismo giovanile, relazione di Laura Scacchetti. Il laboratorio didattico è avvenuto in data 28 Novembre 2018.

 

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