Non ho fatto i compiti perché / Laboratorio

Io e Paola abbiamo letto il libro Non ho fatto i compiti perché… a due classi di una scuola primaria di Reggio Emilia.

La reazione alla presentazione del racconto è stata diversa perché alcuni bambini della seconda lo conoscevano già ed erano entusiasti mentre i bambini di quarta non l’avevano mai letto e sono stati in silenzio in attesa.

È stata diversa anche la partecipazione dei bambini durante la lettura in quanto i più piccoli intervenivano commentando le immagini (es. “è un coccodrillo!”) o ridendo di ciò che accadeva mentre il gruppo di ragazzini è rimasto in silenzio per quasi tutto il libro e ha riso solo in alcuni punti soprattutto legati ad immagini che li divertivano (es. quando il bambino era mangiato da un mostro).

Abbiamo poi chiesto ai bambini se la storia gli era piaciuta e diversi bambini di seconda hanno detto di sì elettrizzati, un maschietto ha detto: “Mi è piaciuta l’ultima parte perché c’era il mostro!” e i compagni l’hanno corretto: “No era un tornado!” dimostrando di essere stati attenti e di ricordarsi l’elemento della storia.

La classe quarta ha detto che gli era piaciuto, ma sulle motivazioni non si sono espressi.

Entrambi i gruppi hanno condiviso con piacere le loro idee sul perché non gli piace fare i compiti: un alunno di seconda ha detto: “perché sono difficili e alcuni noiosi”, infatti la maggioranza dei bambini era concorde nell’affermare che i compiti spesso sono noiosi, lunghi, troppi e sono demotivati a fare quelli delle materie che non gli piacciono.

I bambini di quarta hanno aggiunto che i compiti sono una perdita di tempo: “Si potrebbero fare delle altre cose! Giocare! Fare sport!”.

Dall’altra parte tutte e due le classi riescono a trovare diversi elementi positivi nel fare i compiti, più fantasiosi i bambini piccoli (es. “Alcune volte le maestre ci fanno fare dei giochi”, “Alcune volte sono divertenti”) e più razionali quelli grandi (es. “Mi piace fare i compiti perché mi piace studiare”, “perché mi piace imparare”, “per studiare tante cose belle ed interessanti”).

Questa differenza tra l’approccio ai compiti più spensierato degli alunni di seconda e quello più concreto dei bambini di quarta, crediamo che sia probabilmente legato all’età e al diverso momento di sviluppo che vivono e si riflette anche nei disegni che hanno realizzato durante il laboratorio.

Per il primo gruppo le motivazioni a non fare i compiti più divertenti sono state che sono caduti nel water e che sono stati mangiati da un Drago e sono volati dalla finestra.

I disegni della classe quarta erano incentrati soprattutto su missioni nello spazio, matite che diventavano razzi e distruggevano i compiti, spedizioni sulla luna e compiti mangiati e distrutti.

 

In generale gli alunni hanno liberato con entusiasmo la loro fantasia durante il laboratorio e hanno poi, con piacere, condiviso con i compagni le loro idee. Si percepiva che l’intento era di far ridere i compagni e ci sono sempre riusciti.

Relazione di Conversano Manuela. I laboratori sono avvenuti la mattina del 5 Novembre 2019 presso la biblioteca San pellegrino Marco Gerra di Reggio Emilia. Studentesse: Borsari Paola e Conversano Manuela Prima Lettura: 2da Primaria – Seconda Lettura: 4ta Primaria. Questa esperienza è stata per noi molto significativa per sperimentarci nella lettura rivolta a gruppi di bambini e soprattutto ci ha fatto capire che è importante sapere l’età degli ascoltatori per regolare la modalità: ci siamo accorte, infatti, che i livelli di attenzione erano diversi così come entusiasmo e, probabilmente, livello di comprensione.

    

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