Matteo Razzini e il profumo delle parole

“Non parleremo di cipolle, oggi?”, chiede l’autore.

“Cipolle?

“Sì, di cipolle”

“No. Di libri”, rispondono i bambini.

“Di libri? Ma che schifezza!”, esclama inorridito l’autore.

Incomincia così il penultimo atto della ventesima edizione della rassegna baobab/invito alla lettura

 

Lo scrittore e one-man-show reggiano Matteo Razzini, autore di libri come Dora e il gentilorco, Esco così mi perdo e La ricetta della strafelicità,  incontra oltre 250 bambine e bambini di Reggio Emilia e provincia Venerdì 12 Aprile.

In due incontri.

Il primo al cinema Rosebud alle ore 9.

Il secondo alla biblioteca di San Pellegrino Marco Gerra alle ore 10 e 45.

 

Matteo Razzini si diverte con i bambini.

E’ simpatico.

Divertente.

Allegro.

Matteo Razzini sa parlare con i più piccoli con naturalezza e senza retorica.

Sa attendere le loro parole.

Li diverte.

Li incuriosisce.

E salta fuori subito che i bambini e le bambine preferiscono le storie che vanno a finire male piuttosto che quelle che vanno a finire bene.

Perché?
“Perché sono più divertenti”.

“Perché stancano meno”.

“Perché fanno anche paura”.

“Perché succedono più cose, delle cose che non ti aspetti…”

“Perché sono più simpatiche”.

“Perché fanno ridere”.

“Perché non te le immagini, quelle che vanno a finire male. Invece quelle che vanno a finire bene sono più noiose, sono sempre le stesse storie, poi….”

 

 

A scuola, da bambino e da ragazzo, non era proprio un fuoriclasse….

Aveva problemi sia alle elementari, sia alle medie, sia alle superiori.

“Matteo faceva fatica a studiare”, dice Matteo Razzini.

“Ma sei tu quel Matteo lì?”, chiede un bambino.

“A Matteo piaceva costruire pupazzi”, risponde Matteo Razzini senza rispondere.

Poi?
Poi Matteo ha scoperto la poesia, che gli ha dato un grande senso di libertà e gli ha trasmesso la passione per i libri e per le storie. A tal punto che ha iniziato a inventarne lui, di poesie e di storie.

“Quale è la cosa più importante?”

“La gentilezza è la cosa più importante”, dice Matteo. E aggiunge: “Per questo io vi dico grazie”.

E una bambina dice: “Sembra quasi una poesia”.

Matteo chiama accanto a lui una bambina dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia e poi un’insegnante.

Anzi, una mamma.

Ad entrambe fa rappresentare una piccola storia che ha a che fare con un fiore che verrà ingoiato…

E spiega ai bambini perché i gesti della bambina sono stati più belli di quelli della maestra….

Perché sono stati più intensi, più veri, più spontanei….

E tutti capiscono…

Poi Matteo chiama un bambino di prima elementare e gli detta una poesia in stampato maiuscolo….

Anzi, la scrivono insieme.

E alla fine si parla del profumo delle arance, perché per far rima ci vuole proprio il profumo delle arance…

 

 

E dopo fa una strana magia con dell’acqua…

Aiutato da Filippo, un bambino della scuola dell’infanzia 8 Marzo….

“Cosa fa?”

“Fai lo scarico?”

“E adesso?”

“Ah, ho capito!”

La mette dentro un boccettino di plastica insieme alla poesia che ha scritto insieme a Filippo e poi….

“Cosa fa?”

“Adesso chiudete gli occhi….”

“Perché? Ah, io ho capito….”

“Cosa fa?”
“La spruzza!”

E la poesia funziona!

Funziona!

Funziona!

Si sente proprio il profumo di arance delle parole!

“Il profumo d’arancia delle parole?”

Sì, il profumo di arance della poesia!

“Come è? Come è? Funziona?”

“Sì, funziona!”

“Le tue guance sono profumate come le…. Come le….”

“Arance!”

 

 

Matteo corre con lo spruzzino magico per tutta la platea del Rosebud per spruzzare col profumo delle parole e della poesia tutti i bambini e le bambine e anche le maestre e le bibliotecarie e…. i

Insomma, è proprio un gran parapiglia!
Un gran entusiasmo!

UNA BELLA CONFUSIONE GENERALE!
Una vera e propria performance per bambini!
Tutti annusano l’aria….

Tutti ripetono i versi in rima della poesia…

“Le tue guance sono profumate come le…. Come le….”

“Arance!”

E alcuni bambini e bambine, alla fine dell’incontro, vanno da lui per farsi spruzzare addosso un altro po’ di poesia al profumo di arance.

 

 

 

 

 

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