Matteo De Benedittis: tra smarfo e dinosauri

Sono 150 gli studenti che hanno incontrato Matteo De Benedittis Venerdì 29 marzo in due incontri separati…

Alla biblioteca di San Pellegrino Marco Gerra alle ore 9 con due classi quinte di scuola primaria e una classe prima della scuola secondaria di 1° grado.

Alle ore 11 con tre classi quarte della scuola primaria.

“Sono molto felice di essere con voi. E’ bellissimo poter conoscere i propri lettori. E’ una grande emozione”.

Matteo è scrittore e professore alle scuole superiori. Proprio qui nella nostra provincia.

“Mi sento fortunato perchè nella vita faccio due cose che mi piacciono: insegno e scrivo. Credo che le farei anche se non fossi pagato per farle. E’ importante avere delle passioni. Voi che passioni avete? Cosa vi piace fare?”

Matteo racconta anche di come è nata la sua passione per la lettura e la scrittura.

E si scopre che è stato uno dei frequentatori della biblioteca in cui ci troviamo.

“Quando ero bambino questa biblioteca era molto più piccola di come è ora”.

 

 

“Avevo una amica che si chiamava Giorgia. Abbiamo fatto insieme la scuola elentare, la media e poi le superiori. Ci trovavamo insieme al pomeriggio per scrivere racconti che avevano come protagonisti i nostri compagni e le nostre compagne di classe”.

Poi si è comincia sto parlare di S.m.a.r.f.o.

Romanzo rivelazione dell’ultima stagione dell’editoria italiana per ragazzi, che parla di una gita scolastica.

Ma anche di fantasmi.

E di Perdono.

Con la banda dei Connessi.

E la banda degli Sconnessi.

 

 

“Per te è giusto che quando vai alle medie hai la Smarphone?”

Iniziano ad alzarsi mani, a fioccare domande.

“Prima vi faccio io una domanda: quanti di voi hanno già lo smartphone?”

Quasi la metà dei ragazzi e delle ragazze presenti alzano la mano.

 

 

Si parla dei vantaggi che ci dà lo smartphone.

Ma anche dei pericoli, che conosciamo molto meno.

In particolare quelli creati alla dipendenza.

“I vostri genitori vi farebbero mai andare in auto a dieci o docdici anni? No. Perchè siete ancora troppo piccoli. Non sapete guidare. Nessuno ve lo ha insegnato. Fareste degli incidenti. Per lo stesso motivo, secondo me, non dovrebbero farvi usare da soli degli smarphone”.

Ma che differenza c’è tra un libro e uno smartphone?

 

L’incontro alla biblioteca di San Pellegrino Marco Gerra si è concluso con la lettura da parte dell’autore di alcune pagine iniziali di S.m.a.r.f.o. dove è messa ben in risalto la scintillante e originale lingua letteraria di Matteo De Benedittis.

 

 

Nel secondo incontro, alla biblioteca di Rosta Nuova,  si parla soprattutto d dinosauri….

Anzi, di Dinotrappole.

“Come ti è venuto in mente?”

“Dovevo scrivere un libro per bambini. Mi sono chiesto cosa mi piaceva da bambino. Da bambino mi piacevano i dinosauri. Anche i libri sono un po’ dei dinosauri, dei fossili. Sono lì vecchi, antichi, che resistono, alcuni, per centinaia e migliaia di anni. Sembrano dei sassi. Dei soprammobili. Ma cominciano a parlare quando li leggi, li tiri fuori, li apri, li studi”.

 

 

 

 

 

 

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