In giro per il mondo sul tram di Pamela

Venerdì 8 Novembre alla Biblioteca San Pellegrino Marco Gerra, alle ore 9,30, è stata inaugurata la mostra dell’illustratrice reggiana Pamela Cocconi.

All’inaugurazione è seguito il laboratorio Disegno le cose, abbinato alla mostra, a cui hanno partecipato una classe terza e una classe seconda della scuola primaria del quartiere.

Subito Pamela ha incontrato alunni e insegnanti nella parte nuova della biblioteca, davanti alle grandi vetrate.

Ha parlato di sé, ha fatto vedere il suo modo di disegnare, ha risposto alle numerose domande.

“Da bambina, quando avevi la nostra età, eri brava a scuola?”

“Ero monella”.

“Ti piaceva disegnare?”
“Sì. Disegnare mi è sempre piaciuto. Mi è piaciuto da subito”.

Pamela ha fatto vedere il suo logo: cioè il suo disegno-firma, tipico di molte aziende famose: quel disegnino che, appena lo vedi, ti salta in mente una parola.

Tipo la mela della Apple.

O la virgola della Nike.

Quello di Pamela, che ha disegnato nel grande bloc-notes alle sue spalle è composto da due nuvole, una di fianco all’altra, unite da un arcobaleno; e sotto alle nuvole e all’arcobaleno un occhio.

Arriva il momento dei disegni-indovinello.

 

“Perché disegni quasi solo in bianco e nero? Non ti piacciono i colori?”
“No, mi piacciono molto. Altrimenti non mi vestirei in modo così colorato come mi piace vestirmi tutti i giorni. Ma quando disegno preferisco mantenere la concentrazione su un solo colore”.

 

Poi ci si è spostati nella sezione bambini e ragazzi della biblioteca dove era allestita la mostra. Prima di visitarla, gli studenti l’hanno vista dall’esterno della “gabbia” alle cui pareti, sia quelle interne che quelle esterne, erano appese le opere dell’illustratrice.

Pamela ha spiegato che la mostra si divideva in due parti, due percorsi.

La prima era quella che scorreva esternamente, nelle pareti esterne della gabbia: quella che metteva in mostra alcune tavole preparatorie e pronte alla stampa del suo book coloring Il giro del mondo in tram. Perché erano disegnati in bianco e nero – pronti per essere colorati liberamente – tram di vari Paesi del mondo.

“Cosa è un book coloring?”
“Un libro da colorare”.

“Come i mandala?”
“Sì. Il principio è lo stesso. Solo che io, invece di disegnare mandala, ho disegnato treni”.

Esiste un modo per colorare bene i mandala?

O i mandala dei tram del libro di Pamela?

Confida l’illustratrice reggiana: “Il segreto è usare pochi colori e, soprattutto, lasciare degli spazi bianchi perché anche il bianco è un non colore e ha una sua dignità”.

 

 

La seconda parte della mostra si intitola A che gioco giochiamo? ed è composta da 8 oggetti che Pamela ha disegnato.

E’ all’interno della “gabbia”.

In ogni angolo ci sono due oggetti e, sopra di loro, i due rispettivi disegni.

Non si tratta di oggetti a caso.

“Sono oggetti legati all’infanzia”, spiega Pamela.

All’infanzia di oggi.

Perché c’è il cavallino a dondolo e la paperella, la palla e la trottola, ma anche il tablet.

“Sì, anche il tablet. Perché ormai è uno degli oggetti che i bambini di oggi hanno in mano più spesso”.

Dopo la spiegazione dei due percorsi, per dieci minuti ogni alunno è libero di visitare la mostra percorrendo avanti e indietro i due percorsi di cui ha parlato Pamela.

 

 

“Questo cosa è?”

“E’ un tram che ho costruito con delle scatole di cartone”, spiega Pamela. “Se ci resta tempo, dopo, lo coloriamo insieme”.

“E questo libro?”

“Questo è il libro delle firme che c’è in ogni mostra. Potete farci la vostra forma così mi ricorderò che siete passati di qui a vedere la mostra. Potete anche scrivere un vostro commento. Se vi è piaciuta o non vi è piaciuta. Oppure invece di scrivere potete farci un piccolo disegno”.

“Bellissimo!”

 

Dopo aver ammirato la mostra, ci si siede ai tavoli per il laboratorio.

L’illustratrice mostra il suo orsacchiotto. Sì, proprio quello che aveva da bambina. E marrancio, peloso. Con il muso un po’ imbronciato. A ogni bambino viene dato un cartoncino A5 e un pennarello nero e tutti devono fare un disegno dal vero.

“Sapete cosa vuol dire dal vero?”

Risponde un alunno: “Vuol dire che lo fai davvero tu, il disegno”.

“Be’, il significato non è proprio quello. Ma è una bella risposta. Qualcuno ha delle altre ipotesi?”

“Io lo so! Io lo so! Vuol dire che disegni una cosa vera, non fantastica”.

“Esatto! E voi dovete disegnare questo orsacchiotto”.

“Tutti?”

“Tutti”.

Bambini e bambini si mettono al lavoro. Ognuno disegna l’orsacchiotto di Pamela. Tutti la chiamano per vedere l’orsacchiotto da vicino. Perché per disegnarlo bene, bisogna osservarlo attentamente.

“Ma perché non possiamo usare la matita? E se sbagliamo?”

“Perché nessuno sbaglia. Perché anche gli sbagli non sono proprio errori….”

“Ma è difficile!”

“No. E’ facilissimo. Ognuno disegna come riesce, come può. E vedrete che sarà un disegno bellissimo”.

Una bambina, mentre disegna, chiede:”Ma colorare non ti annoia?”

Risponde Pamela: “No, al contrario. Altrimenti non lo farei come mestiere”.

 

 

Terminati tutti i disegni, si passa al “battesimo”.

Cioè?
Ogni bambino mostra agli altri il proprio disegno. Gli altri lo guardano e gli propongono un titolo. Motivandolo.

“Orsacchiotto curioso, perché sembra che ha due occhi curiosi”.

“Orsacchiotto killer, perché ha uno sguardo cattivo”.

“Piccolino, perché è piccolino”.

“Pelosetto. Perché è morbido”.

“Cuoricino”.

 

 

L’autore del disegno, alla fine, sceglie uno dei titoli, quello che gli piace di più tra quelli proposti – se non gliene piace nessuno, se ne inventa lui uno, – e poi lo scrive accanto al disegno, sempre col pennarello nero.

Il laboratorio è finito?

Sì.

Ed è stato un successo.

Ma i bambini e le bambine rivedranno Pamela Cocconi tra qualche mese.

Quando?
Precisamente l’8 Maggio 2020.

Perché?

 

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