I tre re e gli uccelli

Tre sovrani annoiati decidono di dichiarare guerra agli uccelli.

Ben presto colombi, fringuelli e mille altre specie di uccelli variopinti sono costretti a fuggire dalla foresta.

Solo una gazza decide di resistere e prendersi la rivincita sui tre impostori.

Dopo cent’anni che si facevan la guerra, tre re potenti sia in mare che in terra, strinsero un patto di mutua alleanza per poter prendere una bella vacanza.

Annoiati dalla vacanza, partirono alla testa di mille drappelli e si misero in marcia per far guerra agli uccelli.

Cammina cammina, si ritrovarono in un meraviglioso boschetto con moltissimi alberi dalle mille foglie verdi, con lunghe fronde imperlate di rugiada e bassi arbusti ricoperti di bacche dolcissime e tondeggianti.

Il tutto era ricoperto di soffice muschio e il sole era ancora basso, donando così al cielo una venatura ambrata.

 

Il re che era padrone del regno del nord era un uomo alto, gracile, con una chioma candida e con due occhi di un azzurro glaciale incastonati in un viso smunto.

 

Il re del sud era basso e tarchiato, sulla sua testa era appollaiata una chioma riccia, dal viso mulatto faceva capolino una lunga barba e due occhi verdi e ammiccanti.

 

Il re che veniva dalle terre dell’est era alto e così tanto magro che sotto ai vestiti si riuscivano ad indovinare tutte le ossa.

 

I suoi occhi color nocciola erano calorosi, ma ciò che tradiva il suo vero carattere era la bocca sottile, sempre inarcata in un sorrisetto malevolo.

 

Tre lunghe file di uomini erano schierate sul campo di battaglia, gli scudi e le armature brillavano alle luci dell’alba e i lunghi pennacchi colorati si muovevano con un leggero venticello.

Il primo re, Carletto ordinò ai suoi 200 cavalieri con le armature tutte colorate: “Infilzate con la lancia ognuno degli uccelli appollaiati sui rami.

In quel momento era cominciata la guerra tra uomini e uccelli.

 

Questo libro è stato realizzato nell’anno scolastico 2018-2019 dai bambini della classe prima della scuola secondaria di primo grado “Don Pasquino Borghi”.

 

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