Cosa è una storia?

La conduzione del laboratorio è stata condivisa con la mia collega Marianna Macrì, con la quale mi ero preventivamente consultata in relazione alle modalità di organizzazione, conduzione e svolgimento del laboratorio stesso. Abbiamo concordato che io avrei condotto la prima parte attraverso la lettura della storia e lei la seconda in cui si chiedeva ai bambini di inventare una storia con delle immagini da loro ideate

I bambini e le loro insegnanti sono giunti in biblioteca abbastanza puntuali. Le bibliotecarie ci hanno reciprocamente presentati. Su richiesta mia e della mia collega i bambini si sono seduti per terra sui tappeti con una disposizione a forma di semicerchio rivolti verso di noi.

Abbiamo pensato che poteva essere interessante presentarci secondo una modalità particolare, ovvero disponendosi di fronte il semicerchio, dicendo il proprio nome e immediatamente dopo facendo un qualsiasi gesto che potesse rimanere in mente a chi guardava. Così, sia noi che tutti i bambini, ci siamo presentati. Abbiamo domandato a qualcuno se si ricordava il gesto fatto da qualche compagno e molti l’avevo tenuto in mente.

A questo punto ho presentato il laboratorio, dicendo che avrei letto delle storie e poi ne avremmo parlato insieme e svolto delle successive attività ai tavoli e poi di nuovo in gruppo. Quindi ho letto quattro storie presenti nel libro “Nel lontano regno di Mongolfiera” di Sinnos, cercando attraverso l’intonazione e le pause, di coinvolgere i bambini; in particolare, di far terminare a loro le frasi da me iniziate.

Sono riuscita nel mio intento: i bambini erano convolti e, capito il meccanismo della storia, sono stati capaci di terminare le frasi che io cominciavo.

Terminata questa fase, abbiamo chiesto cosa avessero in comune le storie lette, ricercando le 20 parole che si erano ripetute.

I bambini sono riusciti ad individuarle tutte; man mano che veniva trovata una parola, Marianna la scriveva sul tabellone. Abbiamo condotto un brainstorming sul concetto di “storia”, chiedendo ad ogni bambino di darne una definizione. Raccolte tutte leproposte, abbiamo concluso che una storia è una sequenza ordinata di eventi.

Successivamente, abbiamo mostrato alcune carte che raffiguravano le parole trovate e, disponendone alcune per terra, una dopo l’altra, Marianna ha creato una storia cominciando dalla prima carta e procedendo camminando adiacentemente ad ognuna secondo la loro successione.

A questo punto, abbiamo invitato i bambini a sedersi ai tavoli e disegnare qualsiasi cosa volessero ma a tre condizioni: che il foglio avesse un orientamento verticale, che ciò che andavano a disegnare fosse solo una cosa ed una soltanto e che scrivessero sotto il disegno il nome di ciò cheera raffigurato (una principessa, un castello, un fiore, una macchina…).

Gli abbiamo dato 15 minutidi tempo.

Trascorso questo periodo, abbiamo invitato i bambini a disporsi di nuovo sui tappeti per terra.

Dunque, la mia collega gli ha spiegato che avrebbero dovuto costruire una storia utilizzando i disegni da loro elaborati secondo la stessa modalità mostrata da lei in precedenza.

Marianna ha chiamato i bambini a gruppi di sei circa, chiedendogli di disporsi uno a fianco dell’altro con il proprio disegno per terra davanti ai piedi. Poi, ha invitato alcuni bambini a creare una storia cominciando dal primo disegno e procedendo camminando di fianco ad ogni disegno secondo la loro successione.

Nello specifico, abbiamo consigliato ai bambini di non utilizzare sempre gli stessi verbi per evitare che la storia divenisse noiosa ma variarli il più possibile, sebbene si è verificato che molti disegni avessero il medesimo oggetto.

Giunti quasi al termine, ci siamo dedicate al momento della restituzione, chiedendo ai bambini cosane pensassero di quello che era stato fatto, se gli era piaciuto. Tutti hanno dato una restituzione positiva, erano molto entusiasti dell’attività svolta e hanno tutti partecipato attivamente.

Il punto di maggiore interesse dei bambini penso sia stato il loro coinvolgimento in prima persona nel raccontare la storia sulla base dei loro disegni. Di contro, il punto di minore interesse, ritengo faccia riferimento al momento relativo alla lettura dell’ultima storia; qualcuno cominciava a distrarsi, sebbene molti fossero attivamente coinvolti nel terminare le frasi da me iniziate.

È stato un laboratorio molto interattivo che può considerarsi, come sostenuto dalle insegnanti, un riferimento per un’attività da potersi ripetere anche in classe.

(Lorena Donatelli)

Mi chiamo Lorena Donatelli e sono una studentessa del quarto anno del corso di Scienze della

formazione primaria. Frequentando il laboratorio relativo all’insegnamento di Didattica della lettura e della

comprensione, ho partecipato alla realizzazione di quattro laboratori; quello a cui farò riferimento in

questo articolo è Nel lontano regno di mongolfiera.

Questo laboratorio è stato svolto il 9 Novembre 2018 dalle ore 9.00 alle 10.15 presso la biblioteca

San Pellegrino di Reggio Emilia; destinatari sono stati dei bambini di una prima primaria.

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