Ascoltando Esopo… Scriviamo le “nostre” favole

La formica e la colomba

“Un giorno, una formica molto assetata trovò un ruscello dove abbeverarsi.

Tuttavia, nello sporgersi, cadde nell’acqua e la corrente la trascinò via.

Per fortuna volava da quelle parti una colomba che, sentendo le urla disperate della formica, volle aiutarla.

La sollevò per il corpo e la portò via con sè.

Arrivate sulla terraferma, la colomba asciugò la formica con le sue ali, nella speranza che quest’ultima, svenuta, si risvegliasse.

Per la stanchezza poi, anche la colomba si addormentò.

Quando la formica si risvegliò, vedendo la colomba così vicina a lei, gridò così forte per la paura che la svegliò.

 

Ma la colomba la tranquillizzò, dicendo che era stata lei a salvarla!

Da lì nacque una nuova amicizia.”

(Aurora Castagnoli 2^F)

*

“Un giorno, una formica assetata era scesa ad un ruscello, ma trascinata dalla corrente stava per affogare.

Una colomba che passava di lì se ne accorse però temeva di venire trascinata assieme alla formica! Decise così di non fermarsi a soccorrerla.

Quando era ormai lontana, la colomba ripensò a quella formica e capì che andarsene così non era stato poi così giusto!

Ritornò indietro, al ruscello, ma non trovò la formica.. la cercò e ad un certo punto la vide sospesa su un ramoscello nei pressi di una cascata.

Allora, la colomba si lanciò a soccorrerla, ma la formica precipitò giù nella cascata.

La colomba però riuscì ad afferrarla per un soffio e a portarla sulla riva del ruscello.

La formica ringraziò infinitamente la colomba e da quel momento le due diventarono grandi amiche.”

Questa favola insegna che nella vita  non bisogna pensare solo a se stessi ma anche agli altri!

(Artan Mahilaj 1^F)

 

La rondine e la cornacchia

Una bella mattina di primavera, volava in cielo uno stormo di rondini.

Fra loro c’era una piccola e giovane rondine.

Lei era bella ed allegra, aveva un solo difetto: era molto vanitosa.

Durante il volo, vide sul ramo di un albero una cornacchia; decise di allontanarsi dal gruppo per raggiungerla.

Davanti alla cornacchia, la rondine cominciò a vantare la sua bellezza.

La cornacchia, che era “bruttina” e tutta nera, rispose che essere belli nella vita non è tutto!

Quindi la sfidò in una gara di intelligenza.

Le due si sfidarono e naturalmente vinse la cornacchia.

La rondine se ne andò via infuriata, mentre la cornacchia era tutta soddisfatta!”

Questa favola insegna che nella vita non conta solo l’aspetto fisico, ma bisogna anche usare “la testa”!

(Noemi Ameglio 2^f)

 

*

 

“Una rondine, in gara con una cornacchia, vantava la sua bellezza, dicendo: “Io sono la più bella di tutto il bosco! Ho un’intelligenza stellare! Tutti gli altri sono inferiori a me!”.

A quelle parole, la cornacchia amdò su tutte le furie e disse: “Ah, davvero? Visto che ti credi la migliore di tutte, adesso ti farò una domanda e mi dovrai rispondere subito, senza esitare!”.

“Fammela!” disse sfacciatamente la rondine.

“Bene: chi è nato prima l’uovo o la gallina?” disse la cornacchia.

“Beh!..Non saprei!” rispose la rondine.

“Ma come? non avevi detto di avere un’intelligenza stellare?”, la prese in giro la cornacchia.”

Questa favola insegna che non bisogna credersi migliori degli altri perchè tutti hanno pregi e difetti.

(Giulia Migale Ranieri 2^F )

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Cristina Pucci 2^F

“Una rondine, in gara con una cornacchia in un concorso di bellezza, si vantava di essere bella.

I giudici erano quattro uccelli.

Tre di loro scelsero come vincitrice la rondine; l’ultimo, il pappagallo, scelse la cornacchia. Il pappagallo disse alla cornacchia che l’aveva scelta perchè non si era vantata, al contrario della rondine, e che aveva vinto dimostrando di essere “educata”.”

Secondo voi, ha ragione il pappagallo? Ha avuto più cuore degli altri giudici?
La favola insegna che è inutile vantarsi della propria “bellezza” perchè ognuno di noi è bello a modo proprio.

 

La volpe e la cicogna

“Un giorno, comare volpe invitò a pranzo comare cicogna, a cui aveva preparato delle gustose polpette di carne.

Le due iniziarono a mangiare, comare volpe mentre si riempiva la pancia guardava con l’acquolina in bocca il succulento collo di comare cicogna.

Finite le polpette, comare volpe aveva ancora molta fame.

Allora, si inventò la scusa di avere qualcosa in gola che le dava fastidio.

Chiese aiuto a comare cicogna, la quale, con grande generosità si prestò mettendo il suo collo lungo in bocca a comare volpe.

Questa non esitò un attimo a mangiarsela in un sol boccone!”

Questa favola insegna che nel mondo ci sono persone che spesso approfittano della generosità altrui!

(Marco Ferraioli 1^F)

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“Una cicogna ed una volpe erano note per non farsi mai gli affari propri.

Un pomeriggio, incontratesi per una merenda, iniziarono a sparlare di tutto e contro tutti, così prese dal discorso non si accorsero che metà del paese le stava ascoltando.

La mattina seguente quasi nessun compaesano rivolgeva loro la parola ed esse cominciarono a chiedersi il perchè.

Quando compresero il loro errore volpe e cicogna chiesero scusa al paese, ma esse non vennero ascoltate, ne perdonate…

E così si ritrovarono sole ed infelici per il resto della loro vita!”

(Giada Ruggero 2^F)

 

Il lupo e il cane

“Un giorno, un cane trotterellava con il suo padrone in  un bosco, colpito da un forte sonno, il padrone si addormentò sotto un albero, mentre il cane scorazzava tra i sentieri.

Quando il padrone si svegliò, non vedendo il suo animale, se ne tornò  a casa da solo. Il cane, al ritorno, non vedendo più il suo padrone, iniziò a guaire così forte, che si addormentò stanco sotto lo stesso albero.

Al risveglio, scorse da lontano un lupo, che si avvicinava lentamente… il cane scappò.

Arrivò in un campo ed entrò in un casolare. Il cane per liberarsi del lupo, pensò bene di rosicchiare l’impianto elettrico della casa; poi scappò.

Il contadino, appena vide il lupo, lo uccise, pensando fosse stato lui a causare quel disastro!!!!”

Questa favola insegna che non bisogna sottovalutare i “deboli” perchè possono diventare anche i più forti.

(Ilario Greco 1^F)

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“Un giorno un lupo sfinito dalla fame incontrò un cane grassottello.

Il lupo, intenzionato a mangiarselo, si avvicinò al cane con aria amichevole invitandolo a casa sua per bere una ciotola di thè insieme.

Il cane però sapeva bene quali fossero le intenzioni del lupo, perciò non accetto l’invito.

Tuttavia gli disse che non c’era bisogno di aggirarlo, perchè sarebbe bastato chiedergli se avesse avuto qualcosa da mangiare.

Il lupo rimase sorpreso dal buon cuore del cane, il quale lo invitò a casa sua per mangiare qualcosa insieme.

Il lupo lo ringraziò per essere stato così gentile, mentre lui era stato cattivo nei suoi confronti.

La morale insegna che bisogna fidarsi del prossimo.”

(Aurora Crivaro 1^F)

 

Il topo e la rana

“Un topo campagnolo strinse amicizia con la rana di uno stagno: giocavano, ridevano, passeggiavano sempre insieme.

La loro amicizia però non durò a lungo, perchè la rana era spesso litigiosa.

Un giorno, il topo, arrabbiato dopo l’ennesimo litigio, decise di tornarsene da solo alla propria tana.

Qui però c’era qualcuno che lo attendeva: un gatto, che dormiva proprio all’ingresso di casa sua!

Il topolino, allora, si mosse pian piano per non svegliarlo, ma il gatto si destò lo stesso e cominciò ad inseguirlo.

Il topo, correndo, arrivò trafelato fino allo stagno, dal quale uscì tutto infreddolito e scappò via.

Topo e rana risero a crepapelle per l’accaduto…

Poi la rana si scusò per quanto successo prima con l’amico topo e fecero pace.

La favola insegna che l’amicizia vince sempre.

(Gabriele Manica, 1 F)

 

 

Il progetto di scrittura intitolato “Ascoltando Esopo, scriviamo le “nostre” favole”, ha visto il coinvolgimento di un gruppo di studenti (1F e 2F), ed è nato dall’ascolto delle favole del poeta greco Esopo.

Il lavoro si compone di due fasi. La prima: l’ascolto delle favole. La seconda: l’attività di scrittura, nella quale i ragazzi, seguendo lo stile e partendo a volte da stessi incipit, hanno dato vita a tante storie diverse.

Queste storie hanno una morale caratterizzata da valori che i ragazzi sentono propri; valori che hanno bisogno di vivere e sentire: amicizia, altruismo, generosità, fiducia e rispetto dell’altro.

Queste favole sono corredate da illustrazioni interamente eseguite dai ragazzi e dalle ragazze.

Il libro è stato realizzato nell’anno scolastico 2018-2019 da un gruppo di studenti delle classe 1^F e 2^F della scuola media “E.Fermi” di Reggio Emilia.

Insegnante: Ruggeri  Stefania

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