Sassi a volontà: lettere, interviste, poesie

Caro Sasso, sei liscio come un banco. Sembri una patata. Anche tu sei molto piccolo. Sei giusto. Quanti anni hai? Uno? Ciao, Amrit. (Amrit)

*

Sasso, come ti chiami?

Sasso.

Dove vivi?

A casa mia. E tu?

A casa mia.

Anche io.

(Alessandro Se.)

*

Tu, sasso, sei basso. Sei dormiglione.

(Samuele)

 

 

 

Sasso, quanti anni hai?

Diecimila

(Arianna)

*

Sasso, dove vivi?

In val d’Enza.

Quale è il tuo colore preferito?

Il nero.

Cosa farai da grande?

Lavorerò alla Sasso & Co.

Dove abiterai da grande?

A Sassopoli.

(Alessandro F.)

***

 

 

Tu che ti chiami Gran Sasso, sei molto alto?
(Elisa)

*

Caro Sasso, chissà da dove vieni. Ti hanno portato i camionisti? Boh. Sai che sembri un triangolo? Ciao. (Pietro)

Caro Sasso, noi siamo felici perchè siamo molto amici. Siamo atomici, siamo anche comici. Siamo molto forti e abbiamo i pantaloni corti.  Non mi chiamo Vincenzo, saluti da Lorenzo.  (Lorenzo Sp.)

*

Caro Sasso, sei molto rotondo come un sole.

Saluti da Samantha. (Samantha)

*

Sasso, sei duro come un muro

e sembri un tamburo.

Sei corto e morto

e dispettoso e roccioso.

Ti saluto con un bacio

acuto.

(Jacopo)

*

Sasso, sei colorato

come una stella cadente

che cade dallo spazio

o come un albero

in primavera.

Sasso, sei rilassante

come il cinguettio degli uccelli

o del vento

che passa tra i capelli.

(Adam)

*

Che squadra tieni, Sasso?
Sassuolo.

(Vincenzo)

*

Da dove vieni?
Vengo dalla Francia.

Allora il tuo tragitto deve essere stato lungo e faticoso, ma anche bello.

Lo sai che sembri un teschio?
Ti faccio paura?
No, non mi fanno paura i teschi.

Guarda, qui c’è un teschio vero.

Aiuto mammina, vieni!

(Mohamed)

*

Ciao Sasso, lo sai che sei basso?
Che sei bianco e stanco?

(Lorenzo S.)

*

Sasso, fa un passo

e va nella tana

fa un altro passo

e trova un altro sasso.

(Gorav)

 

Sei un sasso volante

che guarda l’atlante.

(Andrea)

*

Sasso, sei rosso e grosso.

Sei duro come un muro.

(Tommaso)

*

Caro Sasso, ti scrivo perchè ho sentito che alla tv è uscito il Po e allora volevo assicurarmi che tu stai bene. Stai bene? Umidi saluti da Sole. (Solangeel)

*

 

Caro Sasso, sembri un delfino che nuota nel mare blu. Sei blu e azzurro. Hai tanti amici. Tu sei il re. Vieni come me a nuotare nel mare azzurro e blu?

(Sara)

*

Caro Sasso, vorrei sapere dove sei nato. Forse ti ho già visto…. Ah, sì, tu sei il sasso fuoco e vivi con l’Homo Habilis! Alla prossima, Leonardo. (Leonardo)

*

Caro Sasso, dove sei nato? Hai dei fratelli? Delle sorelle? Come hai fatto ad arrivare fino qui da me?  Tu sei grigio come un elefante, duro come un muro, lungo come una biro e piatto come il cemento. Saluti da Klevis. (Klevis)

*

Caro mio Sasso, io non ti voglio rompere. Tu sarai il mio sasso preferito. Noi due invecchieremo insieme. (Rebecca)

 

Questi sassi sono stati decorati dai bambini e dalle bambine della classe Quarta della scuola Italo Calvino di Calerno. Sono il regalo donato agli alunni della classe Quinta della scuola nella festa di saluto dell’anno scolastico 2017-2018. E’ stato regalato loro proprio un sasso perchè “è una cosa  che rimane e si lascia ricordare”, perchè “si può toccare ed è difficile da rompere”, perchè i sassi “sembrano nuvole che, guardandoli bene, possono ricordare molte cose che vogliamo che siano, possiamo giocare con la fantasia, possiamo rilassarci”, perchè “i sassi sono duri e non bisogna essere pappamolli per andare alle medie”.  I sassi sono stati raccolti dagli alunni nel letto del fiume Enza, sono stati portati scuola, lavati, guardati, toccati, annusati, trattati con una base bianca o trasparente, lucidati. E ad ognuno dei sassi sono state inviate piccole lettere, scritte piccole poesie, effettuate brevi interviste immaginarie.

 

 

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