In cima a un baobab

Il giovane surfista

C’era una volta un giovane surfista di nome Niccolò che viveva alle Canarie.

Niccolò era bravissimo a fare surf.

Un giorno andò in una strana spiaggia. Girava voce che nel più profondo del mare c’era uno stregone, ma nessuno ci credeva veramente, neppure Niccolò. Prese la tavola e andò in acqua. Appena entrato un grosso e forte vortice lo risucchiò. In un minuto si ritrovò nella tana dello stregone.
“Ti aspettavo”, disse lo stregone.
“Me?”, chiese Niccolò.
“Certo”.
“Come ti chiami?”
“Mix-Rux. E voglio il tuo tesoro”.
“Ma io non ho nessun tesoro. Ho soltanto la mia tavola da surf. Può andare bene?”
“Non scherzare. Voglio le tue monete d’oro che sono sotterrate sotto la tua casa”.
Niccolò corse a casa. Con la vanga iniziò a scavare.

Dopo due ore ancora niente.

Poi finalmente trovò qualcosa.

Aprì un cassetto e dentro vi trovò tre monete d’oro e un bracciale d’oro. Tornò dallo stregone e disse: “Prendi, non mi servono”.

“Ah, sì?”, chiese stupito lo stregone.

“Sì, perché ho questo”, disse Niccolò.

E lanciò il bracciale contro di lui.

Il Mix-Rux diventò di sabbia.

Niccolò andò a festeggiare con i suoi amici surfisti.

(Cecilia)

 

Il bambino sciocco

C’era una volta un bambino sciocco e ladro di nome Giuffà a cui la mamma aveva detto di andare a vendere la seta e si raccomandava di venderla solo a chi non parlava troppo.

Giuffà andò in paese a vendere la stoffa per 10 scudi.

La prima cliente fu una signora ma Giuffà le disse che non le avrebbe venduto la seta perché parlava troppo.

Il secondo fu un contadino che non comprò la stoffa perché costava troppo.

Giuffà tornò a casa e incontrò una statua gesso.

Il bambino fece vedere la seta alla statua e glielo lasciò dicendole che sarebbe tornato il giorno dopo a prendere i soldi.

Andò a casa e disse alla mamma di aver trovato la persona giusta.

Il giorno dopo, Giuffà tornò dalla statua a prendere i soldi, ma lei non li aveva perché era una statua.

Il bambino si arrabbiò, diede una martellata alla statua che si ruppe e Giuffà trovò un sacco di soldi nascosti nella statua.

Giuffà andò alla mamma e le disse di aver trovato un sacco di soldi.

Anche se era sciocco aveva guadagnato qualcosa.

(Debora)

 

Queste due storie fanno parte del libro autoprodotto intitolato Leggere in cima a un baobab, realizzato nell’Eanno scolastico 2007-2008 dalle ragazze e dai ragazzi di Quinta della scuola primaria Ada Negri di Reggio Emilia.

I loro nomi: Andrea, Angelo, Camilla, Cecilia, Debora, Federico, Francesca, Francesco, Giulia, Hamza, Hicham, Josue, Luca, Lucas, Vlad Insegnanti: Giannarelli Marina, Reggiani Claudia.

Il libro è composto da diverse storie scritte e illustrate da ragazzi e ragazze  dopo la lettura in classe del libro I neri tamburi  della scrittrice Emanuela Nava.

 

 

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