Il sole di Roberto Piumini

Le lucertoline…

La lucertolona….

La gazza….

Il sole….

Di chi è il sole?

Come si può insegnare la condivisione?

Raccontarla?

Ma andiamo con ordine.

Dunque, dopo aver ricevuto dal sindaco Luca Vecchi il riconoscimento del Primo Tricolore, Mercoledì 21 Marzo, alle ore 9 e alle ore 10,30, lo scrittore Roberto Piumini è tornato nella nostra città per incontrare oltre 400 bambini delle scuole primarie di Reggio Emilia e provincia al cinema Rosebud.

Sarà stato perché era il primo giorno di primavera…..

Sarà stato perché era la giornata della poesia….

Sarà stato perché Roberto Piumini è sempre Roberto Piumini….

Ma ancora una volta docenti e alunni sono rimasti affascinati dalla fantasia e dall’arte affabulatoria del grande scrittore ormai di casa nella nostra città.

Come in ogni incontro di /bao’bab/invito alla lettura si sono alternate domande dei ragazzi e risposte dell’autore a momenti di profonda e divertita lettura.

 

 

Sono poesie anche le filastrocche, perciò, per festeggiare la giornata della poesia, Piumini non ha certo fatto mancare la lettura di alcune delle sue filastrocche.

La scelta è andata verso le filastrocche delle cose da mangiare.

La più applaudita: quella dedicata alle carote.

Prima della lettura di ogni filastrocca lo scrittore ha chiesto ai bambini di chiudere gli occhi e di immaginare….

Perché?

“Perché anche se siamo in un cinema, non c’è niente da vedere”, ha spiegato. “Ma c’è tutto da immaginare… Come accade sempre con le parole…. Come accade sempre quando si legge…”

Ecco spiegata in modo semplice, a misura di bambino, la peculiarità della lettura, la sua importanza, la sua specificità, rispetto a tutti gli altri linguaggi e moti espressivi.

Così è capitato di vedere più di un bambino, ad occhi chiusi, accovacciato o semi sdraiato sulle grandi poltrone di velluto rosso del cinema Rosebud, senza dubbio troppo grandi per dei bambini, mentre Piumini leggeva la filastrocca dedicata alla cioccolata, leccarsi le labbra.

 

 

Vedere Roberto Piumini interagire con oltre duecento bambini è un vero spettacolo nello spettacolo!

Per esempio quando racconta e drammatizza con un’intera platea mobilitata a fare gesti e a recitare una delle sue storie più antiche – Piumini scrive libri, soprattutto per bambini e ragazzi, da quarant’anni e ne ha scritti la bellezza di oltre seicento! – delle lumachine? Delle foglioline? Delle formichine? No, delle lucertoline. Proprio così. Delle lucertole, del lucertolone e del sole.

Dunque, una trentina di bambini e di maestre, in fondo alla platea, sono il sole: tutte le volte che lui pronuncia la parola sole, devono fare il rumore del sole che sorge e devono distendere entrambe le braccia e le mani come i raggi del sole.

Poi si sono un bambino che fa il lucertolone. 

Poi c’è la bambina che fa la gazza.

Poi ci sono tutti gli altri bambini e bambine e maestre e bibliotecarie che sono le lucertoline.

La storia è semplice, ma affascinante.

C’è il sole che sorge ogni giorno. Ci sono le lucertole che prendono il sole.

Si scaldano. Sono felici. Finché…

Finché arriva il lucertole che vuole il sole tutto per sé.

Perché dice che lui è il lucertolone.

Perché sostiene che le lucertole, se prendono il sole anche loro insieme a lui, gli rubano parte del sole, parte dei raggi, anche se non è vero, non è assolutamente vero.

Ma lui è il più forte.

Così le lucertoline sono cacciate via, restano senza sole, hanno freddo, tremano, pensano a cosa fare per saltar fuori da quella brutta situazione…

E per fortuna in loro soccorso arriva una gazza. Una gazza ladra, veramente.

Che ha rubato uno specchio.

Che mette questo specchio, anzi, questa lente, non è uno specchio, di nascosto, questa lente sopra alla testa del lucertole, senza che lui se ne accorga.

E si sà come vanno queste cose quando c’è di mezzo una lente: la lente concentra tutti i raggi del sole, li moltiplica, li unisce, li…. Insomma, improvvisamente la testa del lucertolone diventa calda.

Anzi, i raggi del sole rischiano di bruciarla.

Non la riscaldano e basta, rischiano proprio di ustionarla.

E il lucertolone non capisce perché.

E allora la gazza-bambina, sempre sotto suggerimento del maestro Piumini, ma anche inventandosi un po’ di parole per conto suo – perché questo è il gioco, – spiega al lucertolone:

“Ti brucia la testa perché vuoi i raggi del sole tutti per te, Lucertolone”.

E così il lucertolone, alla fine, richiama al sole le lucertoline perché dividano il sole con lui, così non brucerà nessuno, così saranno tutti caldi e felici.

Non è una lettura, né una lettura collettiva.

Non è neppure teatro, né teatro dell’improvvisazione.

Non è canovaccio.

Non è una lezione civica.

E’ un po’ di tutto questo….

Più la magia e l’intelligenza e la fantasia dei bambini e di un grande scrittore.

Un capolavoro.

 

 

 

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