Giro di Reggio Emilia

“Ti piace Reggio  Emilia? Quali  luoghi della città frequenti maggiormente?” 

Queste sono due delle domande di un sondaggio fatto in classe, sui luoghi del cuore e dell’identità. Dall’indagine è risultato che a quasi tutti piace Reggio Emila; alcuni, come Tania e Imorsica, sentono la nostalgia del proprio paese d’origine;   pochi conoscevano il centro della nostra città. Perciò  le  insegnanti  ci hanno proposto un’uscita per  esplorare   le ricchezze artistiche e storiche di Reggio,   i luoghi  della cultura e dello  svago. 

Il 24 maggio 2018, noi di 3°A e 3°B siamo andati a visitare il centro di Reggio Emilia.  Siamo partiti  in quarantanove, zainetto, cappellino e taccuino per gli appunti. Il tragitto è stato molto faticoso, abbiamo fatto a piedi più di cinque chilometri!

La prima tappa è stata il Parco della Fornace: c’è un bel laghetto di pesca e si vedono nuotare le trote. Seduti sul muretto, abbiamo ascoltato il nonno di Sara che ci ha raccontato di quando in questo luogo cuocevano l’argilla dentro un grande forno alto cento metri e sulla strada passavano gli asinelli carichi di mattoni.

Dopo, passando di fianco al tribunale, dove abbiamo trovato tante automobili e furgoni dei poliziotti e dei carabinieri, ci siamo fermati al Tiro a segno: su una lapide, abbiamo letto i nomi dei sette fratelli Cervi e altri giovani che sono stati fucilati dai fascisti, il 28 dicembre 1943.

Cammina, cammina, siamo arrivati nella piazza del teatro Municipale Valli, che ha più di mille posti a sedere, ha una bella loggia a colonne, al primo piano il  grande stemma della città e al  secondo piano venti statue. Peccato che la fontana della piazza non fosse in funzione!

Ci siamo fermati anche  sotto il portico del Teatro Ariosto, prima di entrare nella Galleria Parmeggiani. In questa Casa-Museo bellissima, abbiamo visto  oggetti e vestiti antichi, gioielli, spade e altre armi, scrigni,  mobili e sedie antiche. C’era anche la tomba di un cavaliere, e tantissimi quadri dipinti e altri in tessuto. Era tutto strano, per esempio delle scarpe che avevano la punta appuntita come un cappello da pittore e statue nude.  La maestra Maurizia ha spiegato che una volta le storie venivano raccontate attraverso i disegni, perché pochissimi sapevano leggere e scrivere.

Dopo una breve sosta davanti alla statua di Marco Emilio Lepido, console romano che fece costruire la Via Emilia, siamo andati al Museo del Tricolore. Questo si trova nel Palazzo del Comune, dove nel 1797 nacque la  bandiera nazionale. Alcuni di noi  sono entrati nella Sala del Tricolore, dove lavora il nostro sindaco che si chiama Luca Vecchi; altri hanno visitato il museo al secondo piano e hanno visto  quadri di famosi personaggi come Giuseppe Garibaldi e Napoleone.

Finalmente ci siamo seduti in Piazza Prampolini, sui gradini della cattedrale: qui, dopo la  merenda, abbiamo disegnato i monumenti, per esempio la statua del Crostolo, la facciata del Duomo con la sua Madonna dorata sopra la torre.

Successivamente siamo entrati al Palazzo dei Musei. All’ingresso c’erano eleganti  mosaici e statue; di fronte ci aspettava il  percorso della zoologia, ci siamo imbattuti in una enorme tigre che sembrava vera, ma era imbalsamata come tutti gli altri  animali: uccelli, serpenti, pesci, granchi, leoni, giraffe, coccodrilli , elefanti. Mi ha fatto impressione la leonessa che sbrana la zebra. Abbiamo visitato  anche la zona della paleontologia, ci siamo messi alla ricerca degli australopitechi e abbiamo visto resti di scheletri , crani e ossa, rocce, armi primitive come le pietre, le amigdale e i chopper, archi e frecce, strumenti di lavoro e vasi.

La cosa che mi ha veramente impressionato è che per entrare al museo non si paga e posso tornarci quando voglio.

Usciti dal museo, ci siamo diretti ai giardini pubblici, il Parco del Popolo, e abbiamo ammirato il monumento in marmo appartenente alla famiglia romana dei Concordi e ritrovato a Boretto durante  lavori di scavo.

Attraversando i giardini, ci siamo fermati sotto ad un  enorme cedro del Libano, poi di fronte ad alcune statue, quella dei poeta Ariosto, quelle delle stagioni e quella della lupa che allatta i gemelli Romolo e Remo.

C è piaciuto molto visitare la nostra città e abbiamo imparato tante cose nuove su di essa, stando in compagnia dei compagni di classe.

Le nostre maestre hanno avuto proprio una bella idea.

Questa cronaca è stata scritta dagli alunni della classe terza A e terza B della scuola primaria Vasco Agosti di Reggio Emilia; in particolare: Andrea,  Francesco Landini,  James, Irene,  Federica, Cristian Montanari, Marzia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*