Danza da vicino: Daniele, Martina, Valerio

E se alcuni bambini delle scuole reggiane ballassero insieme a veri ballerini?

Dunque, partiamo da principio.

Ci sono due ballerini sdraiati su due panche di legno che sono proprio in mezzo al palcoscenico.

Parte la musica.

I due ballerini – un maschio, una femmina, – si svegliano.

Come è il loro risveglio?

Hanno voglia di svegliarsi?

Sì?

No?

Cosa ci comunicano i loro gesti?

Quali sono i gesti che ci comunicano che non hanno voglia di alzarsi?

Che sono pigri?

E quelli invece che sono felici?

E che sono arrabbiati?

E che si amano?

Due ballerini: Martina e Daniele.

Un coreografo: Valerio Longo.

 

 

Nella mattina di Martedì 6 Marzo, alla Fonderia39 di Reggio Emilia,  attraverso la lezione aperta intitolata Danza da vicino, si è tenuto l’incontro tra centocinquanta studenti delle scuole primarie e della scuola secondaria di primo grado della città e della provincia con alcuni ballerini della compagnia nazionale di danza Aterballetto.

I ragazzi e le ragazze presenti hanno avuto l’opportunità di assistere dal vivo alla creazione di un abbozzo di coreografia.

 

 

Di interrogarsi sul significato di alcuni gesti.

Della velocità o dalla lentezza con sui sono stati compiuti.

 

 

Di capire perché la danza moderna non ha sempre bisogno delle scarpette a punta da ballerina ma si può ballare a piedi scalzi. Di capire che la danza non è uno sport o una gara, ma un linguaggio attraverso cui comunicare storie ed emozioni.

Ma anche di fare delle domande ai ballerini e al coreografo.

Nella parte finale il coreografo Valerio Longo ha chiamato una dozzina di ragazze e ragazzi sul palco per comporre insieme una scultura vivente e poi i due ballerini vi hanno ballato: attorno e attraverso.

Un’esperienza unica ed emozionante!

 

 

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