Libri, domande e risposte con Beatrice Masini

Salve ragazze!

Salve ragazzi!


Venerdì 24 Febbraio
la scrittrice Beatrice Masini ha tenuto due bellissimi incontri con oltre trecento studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado di Reggio Emilia.

Il primo al Rosebud a partire dalle ore 9.

Il secondo a partire dalle 10,45 alla Sala del Planisfero della Biblioteca Panizzi, in via Farini.

Beatrice non ha letto le storie dei suoi libri, che tutti i ragazzi e le ragazze hanno mostrato di conoscere molto bene, ma ha parlato ai ragazzi e risposto a tutte le loro domande. Numerosissime. Una vera e propria raffica di domande. Che entusiasmo! Quanto interesse! Bravi agli studenti e anche alle loro maestre e alle loro professoresse per il lavoro che hanno svolto in aula per preparare questo incontro!
Domande legate ai personaggi e alle storie raccontate nei suoi libri. Ma anche al mestiere di scrittrice e al suo decennale lavoro di editing di alcune importanti case editrici nazionali: cioè selezionatrice e “maestra” di scrittura, “maestra” degli scrittori o, se preferite, “aiutante” che aiuta l’autore a  rendere un racconto il più bello possibile.

Il suo consiglio numero uno per non rimanere con un foglio bianco davanti al naso e per continuare un testo? Imparare a farsi domande con la propria testa. E poi rispondere alle domande che ci si è fatti. Ogni risposta allungherà il testo. Non a caso, alla domanda su “che lettore si immagina per i suoi libri, che bambino, che ragazzo”, Beatrice ha risposto con semplicità: “un lettori o una lettrice curiosi”.

Beatrice ha raccontato di essere stata una bambina e una ragazzina abbastanza introversa, quando aveva l’età dei ragazzi e delle ragazze che ha incontrato. Ha raccontato che quando lei era bambina c’erano meno biblioteche scolastiche e di quartiere, c’erano meno libri per ragazzi, ma a lei piaceva leggere, è sempre piaciuto. E a forza di leggere le è anche venuta la voglia di scrivere.
Beatrice ha raccontato del romanzo epistolare Ciao tu, scritto con l’amico scrittore Roberto Piumini, che tra qualche settimane ci raggiungerà a Reggio Emilia. Il libro è giunto quest’anno al suo ventesimo compleanno. Si tratta, come ha raccontato Beatrice, di una piccola storia di amore nascente in ambiente scolastico,
fatto di bigliettini che una ragazzina scrive a un ragazzino della sua scuola senza farsi riconoscere, e del ragazzino che gli risponde.
Il romanzo è stato scritto quando non esistevano ancora facebook, twitter e gli altri social, ma rimane uno dei suoi libri più letti, un piccolo classico moderno della nuova letteratura italiana per ragazzi.

Una tra le tante altre cose dette da Beatrice ai ragazzi e alle ragazze di Reggio Emilia?

Che in un’epoca dove tutto si fa insieme, leggere rimane anche un’attività individuale, autonoma. Un’individualità e un’autonomia che un po’, forse, oggi sarebbero da promuovere e da riscoprire?

 


 

 

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