Leggende

 

Perché i gattini hanno i baffi?8-1-leggende

Tanto tempo fa, in un castello, abitava il re dei gatti. Un giorno decise di festeggiare il ritorno dalla battaglia del gatto Rodolfo, un suo caro amico di infanzia, che aveva nominato cavaliere. Il giorno della festa, quando entrò Rodolfo, il re dei gatti gli andò incontro e gli disse: “Sarai stanco, vecchio mio. Vieni a mangiare e a bere qualcosa”. Il gatto Rodolfo rispose: “Grazie, con piacere”. Il ricevimento durò a lungo e tutti furono contenti. Quando venne buio andarono tutti a dormire. Nella notte il re dei gatti si ammalò. Una cameriera gattina andò a controllare e si accorse che stava male. Fortunatamente il gatto Rodolfo, lungo la strada che lo aveva condotto in battaglia, aveva raccolto delle erbe che servivano a curare qualsiasi malattia. La gatta cameriera preparò subito l’infuso e lo diede al re che lo bevve. Tutti vollero assaggiarne un po’. La mattina dopo il re dei gatti era guarito, solo che aveva i baffi. Anche tutti gli altri gatti avevano un paio di baffi e, da allora, tutti i mici nacquero con dei bei baffetti.

Perché le zebre hanno le strisce bianche e nere?

Tanto tempo fa le zebre erano gialline e potevano andare dove volevano senza farsi notare. Un giorno decisero di andare a vedere
una partita di calcio allo stadio. Giocavano la Juventus contro il Parma. Che spettacolo! Il giorno dopo le zebre parteciparono alla festa di un loro amico juventino; sua mamma aveva preparato una torta della Juventus bianca e nera: le zebre si tuffarono col muso nella torta e si accorsero che erano diventate a strisce bianche e nere. Il giorno dopo le zebre uscirono con l’amico a veder giocare di nuovo la Juventus. Dopo la partita, che terminò con una vittoria per la Juventus, tornarono a casa dell’amico e, impazzite per il divertimento, si tirarono la torta che era rimasta e si sporcarono tutto il corpo di bianco e nero. Da allora le zebre sono a strisce bianche e nere.

Queste due leggende sono state inventate e scritte da Martina e da Eugenio della classe terza della scuola primaria A. Zibordi di Reggio Emilia nell’anno scolastico 2005-2006. Entrambe fanno parte del libro che oltre alle leggende raccoglie tante filastrocche, favole e poesie; la classe l’ha realizzato per partecipare al concorso In forma di libro di quell’anno.

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