Come ti chiami?

Salve amiche! Salve amici!

Alla Biblioteca San Pellegrino Marco Gerra, fin dai primi giorni di questo nuovissimo 2017, sono ricominciati i Laboratori di didattica della lettura e della comprensione del testo.

In queste foto potete ammirare le foto relative al primo laboratorio del nuovo anno con i bambini della sezione 5 anni di una scuola della provincia di Reggio Emilia che, dopo aver visitato la mostra La nascita delle parole , sono stati i protagonisti del laboratorio Come ti chiami?

Avete mai provato a rappresentare con il vostro corpo le lettere del nostro alfabeto?

Fare la A è facile: basta allargare le gambe e mettere le braccia sulla pancia una sull’altra.

Anche fare la I è facilissimo: c’è solo da mettersi in piedi belli dritti, sull’attenti, e il corpo è la riga lunga che va dal basso verso l’alto, mentre la testa è il puntino.

Fare la E, però, che ha tre braccia e non solo due, può risultare un po’ più difficile, ma non è comunque impossibile: basta avere qualcuno che ti aiuta a mantenersi un po’ in equilibrio.

A ogni modo, dopo aver giocato, osservato e sperimentato un po’ con le lettere e con il proprio corpo, si è passati ad utilizzare carta, forbici e colla. Compito: fare il proprio autoritratto con le lettere che compongono il nostro nome.

Prima cosa da fare: caccia alle lettere nascoste nelle parole dei giornali e delle locandine dei giornali.

Seconda cosa da fare: ritagliare le letterine attenti a non tagliare la testa o le gambe o le braccia a nessuna.

Terza cosa da fare: provare a disporre le lettere che compongono il nostro nome sul foglio bianco, scegliendo quelle che ci ricordano di più gli occhi, il naso, la bocca; e se il nostro nome è lungo e restano letterine che fare? Si può pensare anche di utilizzarle per fare i capelli, le guance o quello che ci diverte di più.

Quarta cosa da fare: incollare attentamente le letterine disposte a forma di faccia sul foglio bianco proprio così come le abbiamo messe.

Quinta cosa da fare: mostrare il proprio autoritratto in forma di poesia visiva ai propri amici e alle proprie amiche.

 

 

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