Il pensiero dei più giovani

mario_lodiCiao ragazze!
Ciao ragazzi!

Dunque, all’inizio dell’anno scolastico 2001-2002 telefonai al maestro e amico Mario Lodi. Lo invitai per conto del Comune di Reggio Emilia a incontrare i bambini all’interno della manifestazione /bao’bab/Invito alla lettura che la città stava organizzando.
Accettò. Ma si dimostrò perplesso all’idea di un incontro con tanti bambini e non con quelli di una sola classe, come più consueto. Fece una proposta: “Facciamo che i bambini mi scrivono e io rispondo a tutti, prima per iscritto e poi a voce quando ci incontreremo a Reggio Emilia”.
Così fu. Ma nei mesi successivi gli arrivarono da Reggio Emilia più di mille lettere, alcune delle quali vennero poi pubblicate anche su “La Vita Scolastica”. Una sera mi telefonò preoccupato di non riuscire a rispondere a tutti prima dell’incontro, che avvenne nei primi mesi del 2002. Gli proposi di scrivere una sola lettera a tutti, che poi avremmo fotocopiato e inviato a ogni bambino. Disse: “Sì, va bene, però la scrivo a mano, non a macchina”. Ecco dunque la lettera, che ho recuperato dall’archivio del Comune:

Caro amico/a ho ricevuto la tua lettera insieme a quella di tanti altri bambini e bambine che mi hanno raccontato un po’ della loro vita e mi hanno fatto tante domande. All’inizio ho cercato di rispondere a tutti, ma quando le lettere sono diventate decine e poi centinaia e infine più di mille, non mi è stato possibile rispondere a tutti. Lo faccio ora per dirvi che se prima per me eravate dei bambini sconosciuti, ora non lo siete più. Ora vi conosco un po’ tutti attraverso i sentimenti che avete espresso con i vostri pensieri sinceri e originali.

Mario Lodi dichiara, con semplicità, come la conoscenza avvenga anche, e soprattutto nell’età della crescita, attraverso i sentimenti. Nella scuola sempre più disciplinare, meritocratica e impersonale di oggi, mi pare una nota estremamente attuale.
Lodi elenca i principali sentimenti:

L’affetto per i familiari, il rispetto per gli animali e l’ambiente naturale, il bisogno di avere amici per giocare insieme, e la paura della guerra. Una domanda che ho trovato spesso nelle lettere è: perché c’è la guerra? Come si costruisce la pace? Sono domande che riguardano il futuro della vostra vita. Ne parleremo, se vorrete, quando ci incontreremo a Reggio.

Lodi richiama i “valori bambini”. Se ognuno di noi ci pensa solo un attimo, sa che nessun bambino ucciderebbe mai un animale. O lo mangerebbe. O avvelenerebbe l’ambiente in cui vive. Poi ricorda:

il bisogno di avere amici per giocare insieme: l’importanza dello stare bene insieme, del lavorare bene insieme. Delle relazioni, della socialità, della vita di comunità. E il pensiero non può che andare a quel metodo cooperativo tanto bistrattato nella scuola d’oggi assai più favorevole a metodologie premiali e individualistiche che tornano alla ribalta, spesso avvilenti per gli alunni e per i docenti.

Non va poi dimenticato che eravamo nei mesi appena successivi alle Torri Gemelle e in piena “guerra totale al terrorismo”: così Mario ricorda un altro “valore bambino”, la pace.
In questa lettera di quattordici anni fa, Mario Lodi ci parla non solo dell’importanza di ascoltare i bambini e di educarli come meglio possiamo, ma proprio di una “cultura bambina”, quella dei piccoli della nostra specie, appartenenti magari ad aree geografiche o a epoche diverse, ma che hanno valori comuni. Valori da ascoltare e difendere.
Ostinatamente.

Ho scoperto anche l’importanza delle lettere come mezzo di comunicazione che è più forte di un messaggio telefonico o televisivo. Una lettera può arrivare a ogni persona lontana, viene letta e resta. Tante lettere, soprattutto dei bambini, indirizzate a persone che possono decidere su problemi che riguardano tutti noi, diventano una forza importante. Le lettere vengono lette, meditate e lasciano il segno, specialmente se portano messaggi di pace, idee nuove, proposte intelligenti.

Qui si sottolinea l’importanza della scrittura in un mondo che corre sempre più veloce e che consuma tutto. Mentre la lettera resta, lascia il segno, permette di riflettere. Un invito a rispettare i tempi del bambino: perché se non si rispettano i suoi tempi, anche di apprendimento, non si rispetta proprio il bambino. Un invito ad alimentare sempre la riflessione e il pensiero.

È il periodo in cui Lodi lancia i suoi strali contro l’uso improprio della tv, definito un elettrodomestico pericoloso. Ricordo una sua battuta: “La tv è più pericolosa di un forno acceso. Una mamma lascerebbe suo figlio a trafficare da solo con il gas e il fuoco? E allora non dovrebbe mai lasciarlo da solo davanti alla tv”. Eppure oggi sempre più bambini e ragazzi hanno in camera loro tv e telecomando e molti genitori la considerano una babysitter.

Io credo che un sindaco o un Capo di Stato e anche il Papa abbiano bisogno di sapere, attraverso il pensiero dei bambini, che sono seguiti con la speranza che contribuiscano a migliorare il nostro mondo.

Ed ecco il Lodi politico, lontano da facili ideologie, che chiede ai cittadini di domani di partecipare. Di richiedere un mondo sempre migliore. Di non stancarsi di ripetere agli adulti, a partire proprio dai più potenti e influenti, i loro valori. Quegli stessi valori che non potranno, prima o poi, che essere riconosciuti anche i loro. Anche da adulti.

Un grazie di cuore a te, ai tuoi compagni e alle vostre maestre che vi hanno insegnato a scrivere una lettera per comunicare con i grandi e tra di voi. Un caro saluto. Ciao. Mario Lodi

(Questo testo è stato pubblicato nel febbraio 2015 su La vita scolastica)

Giuseppe Caliceti

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